
Informazioni

Esplorare l'allevamento di farfalle come attività sostenibile basata sulla natura per Tundu, nella regione di Morogoro, distretto di Kilosa, Tanzania.
01 — Contesto
Le sfide di conservazione e sviluppo di Tundu sono strettamente interconnesse. La mancanza di risorse economiche può portare a uno sfruttamento insostenibile delle risorse legnose e al degrado ambientale nei Monti dell'Arco Orientale.
La raccolta di legna da ardere, la produzione di carbone, la coltivazione agricola, il taglio di alberi e pali da costruzione, la caccia, gli incendi appiccati dall'uomo e il pascolo del bestiame invadono le foreste, abusano delle risorse legnose, distruggono gli habitat e danneggiano la copertura della volta forestale. Ciò compromette la biodiversità e minaccia le specie faunistiche endemiche della regione, tra cui primati, uccelli, camaleonti, rane e insetti.
Molti dei 4.000 abitanti del villaggio rurale perseguono gli stessi obiettivi economici vendendo colture da reddito come canna da zucchero, riso, fagioli, manioca e patate. Il Critical Ecosystem Partnership Fund, tra gli altri, promuove attività sostenibili basate sulla natura, come la raccolta di coleotteri, il miele biologico, le piante medicinali e la seta grezza.
Queste iniziative sostengono un approccio su due fronti: conservazione e riduzione della povertà attraverso la vendita dei risultati delle attività di conservazione. Con il sostegno del consiglio del villaggio e l'aiuto delle ONG, l'allevamento di farfalle diventa un'alternativa economica realistica per Tundu.
02 — L'incentivo
L'allevamento di farfalle richiede un ecosistema naturale funzionante. Il modello di business collega quindi il reddito familiare alla conservazione ecologica, alla rigenerazione forestale e allo sviluppo della comunità.
Le attività sostenibili basate sulla natura possono generare reddito da utilizzare per migliorare le abitazioni e diversificare i mezzi di sussistenza.
L'Amani Butterfly Project consente agli abitanti rurali della Tanzania, in sei villaggi dei Monti East Usambara, di allevare e commercializzare farfalle autoctone. La sua missione è ridurre la povertà e creare incentivi per la conservazione delle foreste formando gli abitanti dei villaggi all'allevamento di farfalle native.
L'ABP forma gli allevatori di farfalle nelle tecniche di raccolta, nel marketing, nell'esportazione, nella gestione finanziaria e nella conservazione. Gli allevatori raccolgono pupe di farfalla da vendere, tramite i rappresentanti dell'ABP, a esposizioni di farfalle negli Stati Uniti e in Europa.
Gli allevatori di farfalle devono catturare soltanto circa mezza dozzina di farfalle selvatiche all'anno — eppure questa attività può creare un incentivo economico sufficiente a proteggere foreste precedentemente disturbate.Adattato dal riepilogo sulla conservazione dell'articolo originale
03 — Cambiamento dei comportamenti
Gli allevatori di farfalle erano più propensi a partecipare ad attività volte a proteggere la base ecologica da cui dipende il loro reddito.
Gli allevatori di farfalle sono particolarmente sensibili alle questioni ambientali e alle attività forestali illegali che competono con la loro capacità di generare benefici economici. Nei villaggi di Msasa e Kwezitu si è registrato un aumento dei comportamenti favorevoli alla conservazione delle foreste.
Tra questi figuravano la partecipazione ai comitati ambientali dei villaggi, la piantumazione di alberi da legname e non da legname, il contrasto o la segnalazione dei tagli illegali nelle foreste protette e la conservazione della foresta naturale sui terreni familiari.
Gli allevatori hanno inoltre interrotto il taglio distruttivo di legna da ardere, organizzato una campagna di piantumazione di alberi e istituito riserve forestali di villaggio. Tundu potrebbe prendere in considerazione appezzamenti forestali gestiti per la produzione di legna da ardere e carbone, così da conservare più facilmente le aree naturali promuovendo al contempo l'allevamento di farfalle.
04 — Pratica
Un sistema di allevamento di farfalle efficace combina un'adeguata progettazione delle gabbie, attrezzature a basso costo, un'attenta selezione delle specie e conoscenze ambientali locali.
Farfalle maschio e femmina vengono collocate in gabbie che ricreano gli habitat naturali e favoriscono la riproduzione. Le uova vengono deposte sulle piante nutrici e si sviluppano fino allo stadio di pupa. Le opzioni per le reti comprendono rete ombreggiante, zanzariera, plastica trasparente e gabbie in tessuto bianco sottile.
Attrezzature a basso costo come sacchetti per la messa a dimora, trappole sospese e retini sono fondamentali. Vendite, imballaggio e spedizione sono coordinati da una ONG.
La diversità delle farfalle aumenta lungo il gradiente altitudinale, con una fascia ideale di circa 800–1000 m s.l.m. nei pressi di Tundu.
Le specie con periodi pupali troppo brevi possono schiudersi durante un processo di spedizione di 3–4 giorni.
Le farfalle africane sono molto richieste, ma le specie abbondanti possono essere vendute a prezzi inferiori.
Le gabbie dovrebbero essere collocate vicino a corsi d'acqua e vegetazione naturale; nella stagione secca, l'allevamento richiede l'irrigazione delle piante nutrici.
05 — Selezione delle specie
Non tutte le specie dei Monti Udzungwa possono essere allevate. Le scelte più praticabili bilanciano disponibilità, durata dello stadio pupale, valore di mercato, conoscenza delle piante nutrici e tempi di spedizione.
06 — Sistemi familiari
La pagina originale propone configurazioni concettuali delle abitazioni che mostrano l'allevamento di farfalle come seconda fonte di reddito e come parte di un'economia familiare più integrata.
Il progetto residenziale concettuale n. 1 mostra una diversificazione economica attraverso l'allevamento di farfalle. Questa famiglia riceve capitale per raccogliere piantine e gestire una piccola shamba. La gabbia per le farfalle dovrebbe essere posizionata in modo da massimizzare l'esposizione alla luce solare. La famiglia può anche raccogliere erbe come ulteriore attività sostenibile basata sulla natura.
Il progetto residenziale concettuale n. 2 descrive una famiglia con reddito più elevato, in cui l'allevamento di farfalle consente una shamba più grande, la produzione di piantine e la gestione del bestiame. Il bestiame può fornire energia attraverso un sistema a biogas, riducendo la necessità di raccogliere legna da ardere, carbone e altre risorse legnose.
Il letame trattato dal sistema a biogas fornisce fertilizzante per la shamba. La prima famiglia può scambiare o vendere erbe destinate al bestiame in cambio di letame, creando un circuito locale vantaggioso per entrambe le parti.
07 — Prossimi passi
L'ABP dimostra come enti governativi, ONG e comunità locali possano collaborare per compiere progressi nella riduzione della povertà e nella conservazione attraverso l'allevamento di farfalle su piccola scala.
Prima di intraprendere l'allevamento di farfalle, Tundu dovrebbe riconoscere e affrontare diverse raccomandazioni: leadership del villaggio, rappresentanza della comunità, rapporti con governo e ONG, workshop con le parti interessate, quote associative, infrastrutture e formazione continua su piante nutrici, tecniche di coltivazione, conservazione e rigenerazione forestale.
08 — Fonti
Bibliografia mantenuta dall'articolo originale.
Amani Butterfly Project. The Tanzania Forest Conservation Group.
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Kikula, I.S., E.Z. Mnzava, and C. Mung'ong'o, 2003, Shortcomings of Linkages between Environmental Conservation Initiatives and Poverty Alleviation in Tanzania. Research Report no. 03.2, Research on Poverty Alleviation, Dar es Salaam.
Morgan-Brown, Theron. Results of a butterfly survey of the Udzungwa Escarpment above Chita village from June 13th – June 15th. Butterfly Survey Report provided by Baraka Degraff, 17 June 2010.
Morgan-Brown, Theron. 2003. Butterfly Farming in the East Usambara Mountains. Research report submitted to COSTECH.
Morgan-Brown, T. 2007. Butterfly Farming and Conservation Behaviour in the East Usambara Mountains of Tanzania. Master of Science Thesis, University of Florida. Town and Country Planning space Standards Regulation, 1997.
Slone, T. H., L. J. Orsak, and O. Malver. 1997. A comparison of price, rarity and cost of butterfly specimens: Implications for the insect trade and for habitat conservation. Ecological Economics 21:77–85.